Birradio - Novembre 2008
“Come viene giudicata all’estero la birra artigianale italiana?”: è una domanda che mi sono posto da un pò di tempo, esattamente dopo aver letto alcuni post su vari blog e siti internet d’oltremanica e oltreoceano. Uno di questi, in particolare, mi aveva colpito. si può leggere qui: http://appellationbeer.com/blog/italian-beers-the-fourth-wave/ .
Da queste considerazioni, ho pensato di fare una piccola ricognizione, in Italia, in Europa e in Nord America (via telefono, s’intende!!) per fare il punto della situazione. Ne è nata la puntata di Birradio che potete scaricare qui sotto (o ascoltare direttamente dal player, sempre alla fine di questo post).
In questa puntata, grazie a Skype, sono riuscito ad allestire un mini-studio radiofonico, per fare una chiacchierata in simultanea con Marco Tripisciano, uno dei pionieri dell’informazione sulla birra in rete, grazie al suo www.mondobirra.org , ed Andrea Turco, presidente dell’associazione Domozimurghi Romani, nonchè autore del blog -seguitissimo e molto ben aggiornato- www.cronachedibirra.it .
Nella trasmissione, ci sono i preziosi interventi di: Maurizio Maestrelli, giornalista esperto di birra e non solo (http://birragenda.blogspot.com/); Mattias Neidhart, austriaco d’origine ma americano d’adozione, numero uno della B. United International inc. (http://www.bunitedint.com/) importatore ufficiale negli Usa di un gran numero di micro italiane; Stephen Beaumont, giornalista canadese, e giudice internazionale nelle competizioni birrarie (tra le quali anche il Premio Birra dell’anno edizione 2006 in Italia).
Ed infine, le musiche. Anche questa volta la “battuta di pesca” nel sito www.garageband.com si è rivelata fruttuosa. Questo l’elenco (in ordine di apparizione):
The SoundBytes - “Gone With the Flow”
Victor dimarko - “As long as im with you” (sigla iniziale + finale)
The Oaks - “My father’s God”
B Joe - “Mexico”
Braxton Parker - “City Lights”
Insomma, una puntata che -più delle altre- ha visto un parto lungo e difficile (lavoro, lavoro……). Spero per chi l’ascolterà fino alla fine (poco più di 60 minuti, n.d.r.) ne valga la pena. Come sempre ogni vostro commento è bene accetto!!.
Buon ascolto!!
Tony
Posted on Novembre 24th, 2008 di admin
Filed under: Senza categoria

Grande Tony, ben ritornato!
sto già scaricando l’episodio e non vedo l’ora di ascoltarlo.
Episodio veramente interessante. Interviste ben realizzate con personaggi di spicco nel panorama birrario italiano, con argomenti che lanciano diversi spunti, uno tra questi è il fatto che i mastri birrai tendono a stare dietro a produzioni per l’esportazione a discapito della distribuzione sul territorio nazionale. Va bene fare conoscere e rendere onore ai nostri prodotti, ma credo che si perda un pochino la visione del “proprio cortile”. Realtà più piccole (ristoranti o piccola distribuzione) sono penalizzate e non riescono a rifornirsi di prodotti che, credo che sia proprio in questi posti che il consumatore ne viene a conoscenza. Non so, credo che si tenda un po’ troppo a farsi conoscere fuori e non dentro l’Italia, questa è la mia sensazione attuale.
Sul fatto che si pensi a correre senza sapere camminare, credo che al sperimentazione sia doverosa ma che una buona continuità e qualità di produzione debba assolutamente esserci, ecco perché credo sia necessario darsi delle regole (credo sia lo scopo del Consobir). Unionbirrai ha fatto e fa parecchio, dobbiamo a loro la diffusione e la conoscenza della birra artigianale italiana, ma ora, per non fare scomparire in una bolla di sapone questo fenomeno (anche se non mi piace definirlo così), è necessario iniziare a dare delle regole precise di produzione e, soprattutto a cercare di localizzare meglio la produzione (dovremmo copiare un po’ dal vino) .
Cosa ne pensi tu delle birre prodotte in altri paesi su licenza del paese d’origine, come ad esempio la Carlsberg, prodotta in Italia su licenza della Carlsberg Danimarca (Copenhagen) e della Pilsner Urquell che presto farà la stessa “fine”.
I miei complimenti, un podcast chiaro, bello, ben realizzato, ottima scelta musicale, insomma, da ascoltare con piacere.
Ciaoooo
PS: ho tante altre domande e me le riservo per il tuo prossimo intervento
Grazie dei complimenti, ma soprattutto del commento qui sotto al post!! :-)))
Per quanto riguarda il discorso “export”, non credo che i mastri birrai italiani si concentrino di più sull’estero che nel “cortile di casa”. Penso più semplicemente che stiano giustamene sfruttando i canali distributivi (vedi B United, ecc.) per arrivare su quei mercati dove la birra artigianale è già un dato di fatto in termini di “numeri”.
La distribuzione in Italia: altro capitolo. Forse -sempre secondo il mio parere- si fatica di più in termini di distribuzione (parlo proprio della “catena”)…ecco perchè molti pensano anche ad organizzarsi in proprio, o quantomeno a fare “sistema” (vedi Consobir e anche Unionbirrai).
Sulle birre prodotte in altri paesi d’origine? Finchè parlaimo di realtà come Carlsberg, ecc. il loro scopo è far sì che la loro birra sia la stessa a qualsiasi latitudine…se parli poi di quelle realtà dove il territorio fa la differenza, bè…la cosa non mi piace molto.
Per le altre domende…quando vuoi!! :-)))
ciao
Tony
Grande Tony, finalmente su Gump.it, il portale dei podcaster italiani.
Ciao Tony,
complimenti per la tua iniziativa, puntate sempre interessanti e ben realizzate.
Continua così, è un piacere ascoltarti!
Christian